Dal Monte S. Stefano: ''Vallata, la sua armonia'' - Italo
Dal Monte S. Stefano:
“Vallata, la sua armonia”

    Dal superbo brullo Monte S. Stefano nei suggestivi panorami estivi s’allietano i clamori di splendida natura tra gli alterni monti che prodighi nei sereni tramonti brulicano su afose valli giocando d’ombre nelle sospirate vertigini di poetiche riflessioni, e nelle commosse evocazioni sentono d’impeto il virtuoso splendore.
    Dalle pendici della racchiusa conca d’oro lungo la piana dell’Ufita, in un prosieguo fin su per i declivi di piano calcato, lungo lo spoglio Formicoso s’insinua ancor per i due versanti -Adriatico e Mediterraneo- l’antico ponticello dei quattro metri nel defluvio di acque al calaggio e l’Ufita. E tra i ripetuti moggi negli avvalli di monte vaccaro col roseo scenario dei campi di grano s’incunea il fiume Ofanto, serpeggiando lungo le apule piane.
    Qui la lode a tutti i contadini del mio paese:
    Su per le colline adorni la mia Vallata L’ombra dorata s’ondeggia nei campi. Mossa dal vento sussurra pei prati. Coi canti, recise le chiome oscure si ripeton nei gesti l’insidia di falci con ditali di canne. Gli alterni tumuli di rinfusi mannelli, nei tosti pendii coi carri lo sforzo dei buoi. Al fin per l’aia superbi si pongono ai frastorni cigolii, le vecchie trebbie tra l’insidie di nastri e pulegge coi confusi schiamazzi di contadi in festa. Dell’accorto recupero nei sacchi il frumento, dicon di quanto in pugno con l’utile badile lo spoglio al vento del prezioso dorato.
    Ed ea il campo cosi infuocato cedea all’onda col vento l’umile canto a “Dio “ lodato,
    Indi, le notti scevre d’ombre sill’uminano dei falo’ coi sterpi tra tremuli secchi cardi nelle suggestivo pasture all’orizzonte.
    Nei lontani conflitti tra luci ed ombre con i chiarori di romantica luna l’ostinato buio cede al virtuale splendore.
    Melodie nei misteriosi canti in su mezzana-perazze. Minute necropoli dicon d’antichi siti per sacrali funzioni, e nei lievi dirupi,residui selci voglion ragione di passati riti nelle loro abluzioni.
    E si che ragione vuol’essere nell’utile frumento l’immane sforzo di rurali all’antico compito.

Italo Antonio Di Donato

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