Un fiore da romantica contrada. Silvana, una giovane sognata. - Italo
Un fiore da romantica contrada.
Silvana, una giovane sognata

         A ridosso di una sacca, giù per “Serra dell’Orso”, ai piedi di Piano Calcato in quel di Vallata, esiste una contrada con quattro case e un tabacchino, ove una vecchia corriera rumorosa e traballante passava ogni mattino.
         All’utile fermata, tra ansie e i materni affetti, sortiva una giovane ragazza, col suo fardello di libri, alla volta del vicino Istituto Magistrale.
         Bella, ingenua e un po’ impacciata, dagli “occhioni” e dai capelli castano scuri, col suo bel sorriso in fra due accattivanti fossette, “carignosa” si faceva ammirare.
         Lungo la tratta monotona, assorta, si perdeva con lo sguardo oltre i finestrini, osservando lo scorrere dei vari scenari, ora invernali, ora primaverili. Sempre attonita e sognatrice, cresceva per un lustro, senza inutili illusioni fino alla sospirata abilitazione.
         Gelosa costruiva il suo diario, dall’infanzia all’adolescenza, indi procace signorinella, in uno scrigno custodiva con cura tutte le sue giovanili emozioni. Nei suoi sospiri, prudente mai un’innocente avventura. Poiché matura, un bel giorno, di un audace giovane, colpita, divenne preda. Indi, nel prosieguo della sua natura alla volta di Sirignano, maritata, svolse egregiamente il suo ruolo di madre affettuosa e ottima insegnante.
         Il tempo serenamente andava. Ormai nonna. Al suo ritorno, volle ancora una volta carezzare l’orizzonte da dietro quell’ampia finestra, con sguardo attonito dei suoi sogni giovanili, cercando tra i confini di un arcobaleno i romantici crepuscoli gli echi di ricordi del suo tempo. Ricca di pregi ai doverosi impegni da tutti amata. Confortata dall’indole gioviale, in punta di piedi entra serena. Di tutt’intorno allietata, ancora elargisce con tenero affetto accattivanti sorrisi. Tra i provvidi inebrianti profumi della risorgente Primavera, infante, caduca si porta con gioia fin verso i confini del tempo, in fulgido esempio.
         Quella ragazza, coniata nei naturali splendori di primaverili fiori : Silvana, Silvana ….. “Nargis’.
         Io, afflitto dai sogni su una barca sospinta dal vento, sereno cerco l’approdo nel suo cuore. Con i ricordi infranti sugli scogli, nei relitti, smarrito mi dimeno nei reflussi di onde privo di illuse certezze che, inesorabilmente, il tempo scantona nei rassegnati destini, portandoseli via.

“” Diligere oportet quem velis diligere “”


Italo Antonio Di Donato

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