Meravigliosa Prospettiva. - Di Gerardo Archidiacono.

Meravigliosa Prospettiva.
Di Gerardo Archidiacono.
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     Al sacrificio di chi Ŕ costretto ad abbandonare la propria terra e la casa paterna e colmo di speranze vaga per il mondo nella vana ricerca di una vita migliore.
     Speranze svanite in vecchi vagoni di treni che sfrecciano via travolgendo sogni ed emozioni, notturni trascorsi in fredde stazioni, nella fervida attesa di migliori stagioni.
     Quel treno arriv˛, si ferm˛ al binario n░1 ed io salii, non era una prima classe, neanche la seconda, forse la terza - non so se esistesse ancora - di certo era il mio vagone, quello dei sogni, delle illusioni e delle delusioni.
     Fui accolto da una terra prospera, fertile, feconda, una terra dove porre le proprie radici, innaffiarle e crescere rigogliosi, per poi piantare il proprio seme e dare nuova vita, in luoghi dove, gioia e bellezza, ti sorprendono ogni giorno.
     Questo speravo per me, questa la meravigliosa prospettiva, ma tale rimase, solo una prospettiva, come di una donna di nome Speranza colta da un male incurabile che, pur contrastandolo arrabbiandosi, dimenandosi, contorcendosi e strappandosi la pelle, i capelli, non pu˛ sottrarsi al destino fatale.
     L'aspettativa di una vita migliore, dunque, questo trasportava la mia vecchia lercia valigia, la trascinai a fatica per tutto il lungo viaggio, carica di terra, di valori della mia terra, era la stessa valigia che usai per il viaggio di ritorno, ancora sporca di fango e carica di ricordi, di rabbia, di rancori, e di speranze, svanite.

Gerardo Archidiacono
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