Vallata - brevi cenni storici - Lettere del Venerabile Servo di Dio P. Vito Michele Di Netta

Destinatari principali delle lettere
____________________________________

    Nelle note critiche di accompagnamento a ciascuna lettera si è cercato di dare, per quanto possibile, una fisionomia alle persone e luoghi citati. Qui vengono presentate alcune schede dei destinatari che si incontrano con maggiore frequenza.
1. Ai familiari: 12 tra lettere e brani di lettere.
    - Lo zio Don Felice Villani, fratello della mamma Rosa Villani, bella figura di ecclesiastico che univa alla dottrina un grande zelo, una fervida attività pastorale ed una cura grande per il decoro della chiesa parrocchiale. Fu un valido collaboratore del vecchio Arciprete Don Giuseppe Maria Pali, al quale successe dal 1808 al 1829.
    - I genitori7: Platone Vito Angelo di Netta (1762-1836) e Rosa Villani (1766-1835). Sposati nel 1785, ebbero 9 figli: 1. Vito Michele (1787-1849); 2. Gaetano (1788-1792); 3. Pietro Pasquale (1791-1858); 4. Maria Gaetana (1793); 5. Francesco Antonio (1796-1799); 6. Francesco Antonio (1799); 7. Luigi Maria (1803-1848); 8. Giuseppa Maria (1806 morta dopo un mese); 9. Gordiano (1812 morto appena nato).
2. Alla Famiglia Taccone-Gallucci: 34 lettere8.
    Il legame di amicizia che strinse la famiglia Taccone-Galluci al Venerabile Vito Miche Di Netta durò per oltre 25 anni: abbiamo testimonianze epistolari che vanno dal 1822 al 1849, anno in cui il Venerabile morì; ma la sua memoria in questa nobile famiglia durò molto a lungo. L’amicizia era nata in occasione della squisita ospitalità che la famiglia Taccone offriva ai missionari redentoristi e agli altri predicatori di passaggio a Mileto.
    Le vicende della famiglia Taccone (dal 1862 in poi Taccone-Gallucci) sono abbastanza antiche, sin dal 1313, e sono messe sinteticamente in luce da una pubblicazione di DomenicoTaccone-Gallucci, vescovo di Nicotera-Tropea dal 1889 al 1908, “La famiglia Taccone-Gallucci”, Roma, Collegio Araldico 1904.
Le relazioni col P. Di Netta cominciano da Filippo Taccone (morto nel 1833), padre di Nicola col quale cominciò il legame di amicizia. Filippo, che era stato scelto erede universale dal prozio, Arcidiacono Nicola Taccone, nel 1780 aveva sposato in Mileto la patrizia Eleonora Lacquaniti, dalla quale nacquero, oltre a Nicola, Nicolina, Francesca, Girolamo, canonico di quella cattedrale, Fortunata, Raffaela e Carmela, entrambe monache Cisterciensi del nobile monastero di Montalto in Messina, dove Carmela fu badessa nel 1859. Non sappiamo perché manchi nella lista di questi figli Maria Saveria, che nel 1823 andò in sposa a Girolamo Sbaglia di Radicena.
Nicola Taccone, figlio di Filippo, nato nel 1784, un anno dopo il terribile terremoto, fu dottore nell’uno e nell’altro diritto; ebbe affidati in epoca difficile, tra il 1810 ed il 1825, importanti uffici civili, e da sindaco di Mileto meritò amicizia e plauso anche dal barone Niccolò Duvernois, comandante territoriale della Calabria sotto Gioacchino Murat. Morì il 6 ottobre 1828 a 44 anni di età.
Dalle prime nozze con Elena Falletti da Grotteria ebbe un maschio, Filippo morto bambino nel 1810; e due femmine: Eleonora, sposata a Giuseppe Meligrana di Parghelia; e Nicolina, moglie di Antonio Fulci di Santa Lucia del Mela (ME).
Dalle seconde nozze, nel 1821, con Donna Carolina Gallucci-Protopapa, ebbe Filippo, Concetta ed Elena, oltre a Giulia morta mentr’era ancora in fasce. Con queste persone P. Di Netta ebbe carteggio epistolare di direzione spirituale e di riconoscente amicizia, come testimoniano le diverse lettere indirizzate a Donna Carolina e al figlio Filippo: queste lettere furono esibite ai Processi Tropeani per la Beatificazione nel 1896-1897 dallo stesso Filippo.
Carolina Gallucci-Protopapa, figlia di prime nozze di Domenico (morto il 22/5/1859 a 90 anni) e di Concetta Lacquaniti-Argirò, nata in Caridà, in provincia di Reggio Calabria, il 5 marzo 1797.
A dieci anni circa perse la madre, la quale lasciò orfani quattro figli, due maschi e due femmine. Ella subito si dovette sobbarcare alla direzione interna degli affari di casae fu di grande aiuto al Padre suo, uomo di probità e di valore che in quelle contrade riscuoteva particolare venerazione da quei popolani.
Nel 1821 si unì in matrimonio con Nicola Maria Taccone ed ebbe quattro figli, tre femmine, delle quale Giulia morì in fasce, Elena, morì a diciotto anni, Concetta che vivrà fino al 1892 e un solo maschio, il primogenito, di nome Filippo.
Dopo appena sette anni di matrimonio, nel 1828, le morì il marito Nicola, rimanendo vedova a soli trentuno anni, dovendo far fronte ad un patrimonio vulnerato da non pochi debiti causati dalla occupazione francese e dai molti litigi sostenuti.
Ella nondimeno con una saggia e provvida amministrazione, non solamente giunse a pagare i debiti della famiglia, ma costituì a poco a poco il patrimonio dei suoi figlioli.
Filippo Taccone, figlio di Nicola, nato nel 1822, fu dottore in studi giuridici nella Regia Università di Napoli, sposò nel 1846 Rosaria Cordopatri, di nobilissima famiglia di Monteleone la quale morì nel 1862, lasciando orfani 5 dei 7 bambini avuti da Filippo: di loro si prese amorosa cura la nonna Donna Carolina. I figli viventi erano Nicola, Pasquale, Domenico, Elena, Caterina, quelli già morti si chiamavano Francesco Saverio e Carolina.
Filippo esercitò onorevoli cariche e coltivò gli studi letterari e religiosi. Fu attento amministratore delle sue proprietà, aprendo rapporti nuovi ed umani con i coloni. Da Pio IX, nel 1865, gli fu concesso il titolo di Cameriere d’onore sopranumerario di spada e cappa.
Nicola Taccone, figlio di Filippo, nato il 13 ottobre 1847, ebbe come secondo nome Alfonso, per espresso desiderio del P. Di Netta. Fu chiarissimo letterato ed apologista cattolico, pubblicò applauditi lavori; fu in corrispondenza letteraria con i più celebri scienziati cattolici d’Europa. Ebbe nel 1870 il titolo di cavaliere dell’Ordine Piano e Brevi di plauso ed incoraggiamento da Pio IX e da Leone XIII.
Domenico Taccone, figlio di Filippo, nato il 26 aprile 1852, fu Canonico penitenziere della cattedrale di Mileto, Dottore in sacra teologia, il 1° giugno 1888 da Leone XIII, nominato Vescovo titolare di Amata, e dal 14 dicembre 1889 Vescovo di Nicotera e Tropea. Mentre il fratello Nicola trattava scritti filosofici e morali, Domenico fu fecondo scrittore di opere di storia ecclesiastica e calabra. Nel 1896-1897 istitui i Processi Ordinari Tropeani che valsero a raccogliere le moltissime testimonianze sul P. Di Netta.
3. Alla Nobildonna Pasqualina Brancatisano di Santa Cristina: 16 lettere + 1 al suo parroco.
Pasqualina Brancatisano, figlia di Martiniano, notaio e di Anna Codespoti di Ardore, nacque il 14 Ottobre 1814 , e morì a Santa Cristina il 23 aprile 1881. Ebbe due fratelli: Francesco, chierico cappellano, nato il 14 ottobre 1789 e morto a Santa Cristina il 25 aprile 1873 e Pompeo Eusebio, nato il 22 agosto 1810, morto a Santa Cristina il 4 febbraio 1874; il 23 giugno1844 sposò Donna Michelina Vitale di Sant’Ilario (Notizie avute dagli attuali discendenti e tratte da un libro di Antonio Violi su Santa Cristina). Si diresse spiritualmente col P. Di Netta, soprattutto circa la sua vocazione a consacrarsi al Signore, vocazione che uno dei due fratelli, Francesco, osteggiava risolutamente.
A Santa Cristina c’erano altre donne che si vollero consacrare al Signore e si dirigevano spiritualmente col P. Di Netta, il quale vi predicò spesso e nutrì viva amicizia verso la gente del luogo.
4. Alla famiglia Grillo di Oppido: 4 lettere e 2 brani di lettere.
Nobile famiglia i cui membri ricoprirono la carica di sindaco della città: Francesco Saverio Grillo nel 1811-12; Giovan Battista Grillo dal 1822 al 1826 e Domenico Grillo dal 1839 al 1845.
Il P. Di Netta frequentò molto questa città, dove era vescovo Mons. Francesco Maria Coppola, già suo amico al tempo in cui era Canonico teologo a Nicotera e molte sono le testimonianze sui segni straordinari della sua presenza a Oppido.
Destinatari epistolari sono stati:
- Donna Anna Filippa, moglie di Don Francesco Saverio e nonna del futuro P. Filippo Grillo (1837-1912), noto missionario gesuita in Cina per un buon cinquantennio, sulla cui vocazione avrà forse influito l’amicizia del P. Di Netta.
- Canonico Don Giuseppe Maria Grillo, figlio di Donna Anna Filippa che sarà poi Vicario Generale della Diocesi.
- Giovanbattista Grillo che aveva una sentita devozione verso il Servo di Dio.
5. La Nobildonna Laura Tranfo Galimi: 6 lettere.
Notizie incerte su questa destinataria che sposò uno della famiglia Tranfo, di origine tropeana, un cui ramo possedeva importanti proprietà nel comune di Cosoleto, paese distrutto dal catastrofico terremoto del 1783. Tuttavia il Palazzo Tranfo fu ricostruito ma rimase abitato solo fino al 1806. Donna Laura aveva due figlie i cui nomi ci rimangono sconosciuti e per le quali ha invano cercato un monastero in cui rifugiarsi. C’è da supporre che, dati i rovesci politici e sociali, questa famglia ebbe a perdere le sue proprietà di origine feudale incamerate dal Regno sia nel periodo francese che della Restaurazione.
6. Ai Confratelli e Superiori: 17 tra lettere e brani di lettere.
Ognuno di questi destinatari è stato individuato e il suo profilo reso accessibile nelle relative note. Da notare la grande delicatezza espressa dal P. Di Netta in queste lettere e la venerazione per i Superiori. I testimoni ai Processi hanno deposto che P. Di Netta, quando si trattava dei Superiori, leggeva e scriveva in ginocchio le lettere che riceveva o spediva loro.

____________________________________
7 Stato familiare riportato nei Processi, integrato da altre notizie anagrafiche da GERARDO DE PAOLA, Il Venerabile P. Vito Michele Di Netta e il suo paese d'origine. Breve rievocazione, dattiloscritto, Tropea 15 ottobre 1980 e da altre notizie orali.
8Dichiarazione e giuramento del 9/371901: “Mi chiamo Filippo Taccone-Gallucci fu Nicola da Mileto, di nobile condizione e attualmente residente in Tropea. Gli scritti che ora presento sono: - 2 lettere dello stesso P. Vito Michele Di Netta dirette al fu mio genitore Nicola Maria Taccone; - un'altra a mio zio Girolamo can. Taccone; - altre 23 lettere dirette alla fu mia genitrice Carolina Gallucci Taccone; - altre 7 dirette a me stesso - ed una diretta al P. Don Celestino Berruti del SS. Redentore. - Sono tutte autografe. Ma perché desidero ritenerle presso di me per devozione che ho verso il Servo di Dio, presento le copie di esse, esibendo di nuovo gli originali, quando se ne farà la collazione”.- Facedosi la collazione delle lettere il 2175/1901 Filippo Taccone presenta ancora un'altra lettera del Servo di Dio diretta alla madre Carolina Taccone-Gallucci in data 25/7/1945 - Notaio = Canonico Cantore Francesco Tranfo - Canonico Penitenziere = Giuseppe Fameli - Promore della fede = Canonico Gaetano Barone.

__________________________________________

Pagina Precedente Indice Pagina Successiva
Home