Emilio Paglia - LAMPAMI E TRE - Avviso

Avviso
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        Era giunto in sagrestia, berretto in mano, ansimante per la fatica della lunga strada percorsa dalla masseria, il mezzadro del parroco don Arturo. Il sacerdote, continuando la vestizione dei paramenti sacri per la messa che si accingeva a celebrare, ascoltò, con una certa curiosità, il motivo che lo aveva condotto fin lì e che lo faceva apparire tanto sconvolto in viso.
        Aveva importanza per il povero contadino la perdita, per smarrimento o altro, della sua capra prossima a partorire – almeno così si augurava – due capretti che rappresentavano tutto l'investimento in cose di prima necessità dalla loro vendita non appena svezzati.
        Don Arturo, interessato alla faccenda essendo comproprietario della capra, lo rassicurò che avrebbe dato divulgazione dello smarrimento alla fine della funzione religiosa.
        Il poveraccio, in cattiva predisposizione d'animo, restò in sagrestia a sfogare la sua agitazione strapazzando il berretto da una mano all'altra. Finalmente, dopo l'Ite missa est, il commiato latino della messa, ecco l'annuncio del parroco formulato in dialetto per farlo maggiormente comprendere alla gente rurale:
        “Chi avess' truvat' na crapa, la purtass' da me ca n'c' sta nu cumpl'ment'”.
        (Chi avesse trovato una capra, la portasse da me che avrà anche un regalo)
        Poi impartì la rituale benedizione finale ai fedeli che rimasero ancora ai loro posti, avvisati di una seconda comunicazione:
        "La crapa era app'rzè prena ……..e lu rial' aumenta!"
        (La capra era anche incinta ed il regalo aumenta)


Vallata: Piazza Mercato e Monumento alla “Vittoria”

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