SCRITTI VARI - Tommaso Mario Pavese - Ultimi Poemetti latini del Concorso internazionale di Amsterdam.

Ultimi Poemetti latini

del Concorso internazionale di Amsterdam*

        A me sembra che i giudici di Amsterdam ora più non tengano, come prima, al contenuto morale dei poemetti latini presentati al concorso. Nel poemetto del Weller ultimamente premiato, Europa non è più, come nell'ode ventisettesima del terzo libro de' Carmi di Orazio (forse la più veramente bella delle odi oraziane) e nelle " Metamorfosi „ di Ovidio, la casta fanciulla che, strappata dall'insidia fraudolenta e violenta del massimo potere divino a l’innocenza de' suoi campi e de' suoi lari, cede, ben di mala voglia, alle lascive carezze del nume. Ritornano, come eco ammonitrice, ma assai lontana, i bei versi di Orazio, di cui son tentato a riportare la traduzione che ne feci in "Prime liriche „ , (Detken e Rocholl editori, Napoli 1904):

               Se alcun l'infame giovenco a la mia ira
               desse, or col ferro franger cercherei
               le corna al falso mostro, che (ahi stolta !)
               poco fa molto amai.

               Ignara, i patrii penati lasciai,
               impudente, or ne l'Orco indugio a scendere ;
               deh, ,se alcun de gli dei mi ode, concedami
               d'andar tra' leon nuda !

        Ma no: i secoli sono sorpassati ed il Weller ha il proposito di adattare anche le favole antiche a sfondo oneste alla dilagante corruzione de' tempi moderni. Europa, senza rimpianto, lascia ora la propria casa, i genitori, i patrii campi: ammira lo splendido letto apprestato in una grotta trasformata in marmorea reggia, fra il verde de' monti e, senza farsi troppo pregare, cede di buona voglia alla perorazione della fregola divina. Orazio le aveva fatto rimpiangere, in questa circostanza, la casa, i genitori, i campi, forse anche l’onestà perdentisi. No, Weller, mai più: il mondo progredisce !!! : apri, bella mortale, fatta immortale, apri le braccia al taurino nume cornuto —trasformatosi in fiorente giovane — che viene: frattanto, egli dimenticherà che Giunone cerca, in compenso, altri amori….. Ma, come ben dice il Weller, le favole antiche debbono adattarsi ai tempi nuovi, ed il secolo delle ferrovie, delle automobili, delle motociclette e degli aeroplani non può stare un po' a lungo, fermo in un punto. Nè Europa può star, quindi, ferma, captiva al talamo di Giove. Onde essa coglie la bella occasione che Giove non c'è, e sì allontana per un bosco : una mala lingua, come lo scrivente, direbbe in cerca di avventure. E l'occasione è propizia : sint prospera fata !
        Per la selva va a caccia un giovane principe col suo regal corteo ; e la rimodernata Europa ammira, dopo lo splendore divino, lo splendore umano. Si noti bene che la Fiammetta dell'Ariosto, allora, non era, però, ancora esistita. Pure, il giovane re della città dal brutto nome di Creta non stenta molto a sedurre la ormai non più ingenua fanciulla, che precorre Fiammetta. Ed Europa, così, abbandona di buon grado il divino per l'umano.
        Per la selva va a caccia un giovane principe col suo regal corteo ; e la rimodernata Europa ammira, dopo lo splendore divino, lo splendore umano. Si noti bene che la Fiammetta dell'Ariosto, allora, non era, però, ancora esistita. Pure, il giovane re della città dal brutto nome di Creta non stenta molto a sedurre la ormai non più ingenua fanciulla, che precorre Fiammetta. Ed Europa, così, abbandona di buon grado il divino per l'umano.
        Questo è il contenuto morale di " Europa il cui titolo, prima che leggessi il poemetto, mi aveva fatto pensare, invece, ad un veramente morale e sano contenuto politico, riflettente le condizioni dell'Europa attuale. Ma, niente di tutto questo. Amore, amore, nient'altro che lascivo amore moderno. E sia! Ma i giudici di Amsterdam non credano di poterne ricavare la morale a contrario, che vorrebbe suggerirne l'autore : " Non giova, cioè, lasciare la luce celeste per una fiaccola terrena ,. Non da un rigo solo si determina il contenuto di un componimento, quando e pornografico tutto il resto. Già Orazio, in principio dell'Arte poetica, consigliava: " Non termini in pesce una bella donna „ , ma siano le varie parti bene composte ed armonizzate; nè si contenga, aggiungo io, nell'ultimo rigo, o nel primo solo, della favola, la morale. di un componimento a sfondo immorale. Ma il Weller è uno specialista in questa matenia, ed i giudici moralisti di Amsterdam, plaudendo, lo incoraggiano. Già, fin dall'anno precedente, il Weller nell'Eoesia aveva fatto altrettanto : Egesia, immorale impostore teorico di un suicidio da lui in pratica aborrito , diventa moralista solo perchè all' ultimo momento, dopo aver seminato tanta strage, sì pente, con una lagrimetta, della sua dottrina, forse specialmente perchè questa lo fa condannare all' esilio. Padre Dante avrebbe perciò messo di nuovo, in bocca al diavolo, scandalezzato per la salvazione di un perverso, la giusta esclamazione:

               Per una lagrimetta che il mi toglie !

        Dopo tanto, osservo ancora : non è lecito, appunto. nei tempi moderni, fare quel che ha fatto il Weller, miscere cioè sacra profanis. Se è proprio vero che egli vuol adattarsi ai tempi attuali, io non trovo però. che le religioni presenti facciano scendere le divinità a fare all'amore con le donne terrene. Sarebbe una troppo impari concorrenza. Dunque Weller, tedescamente furbo Weller, il tuo poemetto, aureo praemio ornatura l'anno scorso ad Amsterdam, è—come quello, pure aureamente insignito, dell'anno prece dente—immorale. Concedimi, o Weller, di tanto affermare, e voi pure, con buona pace dell'anima vostra,, o pii e probi giudici di Amsterdam. " Lex dieux s’en vont „ avrebbe detto, mi sembra, in diversa lingua, Heine buon'anima; ed il paganesimo, religione allegra, con le sue belle fole, se n'è anch'esso andato i Ma tu, in cerca di una morale a modo tuo, hai guastato pure le favole del paganesimo — nel poema di gran lunga superiore al tuo precedente, per bellezze stilistiche, descrittive ed inventive —, facendo della già casta Europa una moderna sgualdrina di regali palagi, se non pure di boschi e di marciapiedi.
        Il poemetto presentato dal nostro Francesco Sofia Alessio, lo scorso anno, allo stesso concorso, fu graduato secondo, subito dopo quello del Weller. Ciò non toglie che il Prof. Vincenzo Polidori abbia trovato alcuni giornali italiani, forse da lui stesso male informati, i quali si sono compiaciuti di pubblicare, che secondo premiato fu il Polidori, quando, invece, ,non fu che il quinto. Il poemetto del Sofia Alessio, intitolato " Spes Vergiliana „ , ha una limpidezza elegante ed un'armonia di verso ormai abituali all'illustre e benemerito scrittore, pur lasciando, in qualche modo, a desiderare per l'inventiva, perchè Virgilio dal Palatino non rivede che ben noti avvenimenti della storia romana. Ha però, oltre le belle doti ,dello stile, movimentati spunti drammatici e commoventi, in principio e verso la fine.
        " Gallus et Lycoris,, , poemetto del Polidori, ha anch'esso bei versi, chiaro ed elegante lo stile, pur qua e là incerto. 1 poemetti di Amsterdam, specie ,dal Pascoli in poi, hanno però, in generale, il diletto di prendere, per lo più, lo spunto da qualche motivo già accennato da autori classici antichi, e quasi mai sono una invenzione poetica originale. È così almeno per quelli che, in questi ultimi tempi, più hanno avuto, colà, fortuna. Pur trovandosene, peraltro, menzionati onorevolmente alcuni che accennano ad avvenimenti recentissimi, questi hanno più l'intonazione di racconto di fatti veramente avvenuti, che di fantasie trovate dall'estro dell'autore. — Ed a racconti. classici antichi s'ispira pure il " Gallus et Lycoris „ del Polidori, che, come l' " Europa ,, lascia a desiderare anche per il contenuto morale. Infatti, in questo poemetto, Licoride, ancora più accordandosi ai tempi moderni, mercanteggia il prezzo del suo amplesso come le attuali meretrici, per le strade e sotto, gli angiporti; e più non si contenta di essere celebrata in versi dal poeta Gallo, ma preferisce compensi in monili ed in collane di smeraldo.
        Solo per un correttivo, l'incontro con Virgilio fa richiamare, da questo, Gallo ai doveri dell'onestà, al disprezzo delle male femmine ed ai nobili studi della poesia. Pertanto, l'amore di 0a116, delicatamente e, gentilmente espresso nella " Bucolica X „ di Virgilio,. diventa nel Polidori un contratto da lupanare. Ma c'era proprio bisogno di tradurre, di profanare ora, di deformare ne' versi il mito di Europa, e di far mercanteggiare le sgualdrine sotto i portici ? Non bastava già che queste avesse celebrate bene Catullo ? Ed i giudici di Amsterdam, una volta severi e moralisti, dovevano veramente a questa esposizione di donnine allegre fare pur senile plauso? Crediamo di no , perchè i precetti morali non si desumono da qualche raro verso, quando tutto il resto è differente,. è discorde e stona: nè basta indorare la pillola, se il contenuto è avvelenato.
        Nell'Italia nostra, si fa poi tanto parlare dell'arte,. chiamata corrotta, di Guido da Verona e di Pitigrilli. Pure, in questi, l'arte è espressione e specchio dei tempi, di cui essi sono i corrotti, assai più che i corruttori. Infatti, la letteratura e l'arte sempre han ritratto e rispecchiato i secoli in cui sono vissute. Weller e Polidori hanno invece, con i loro poemetti, trasportata la mollezza sensuale moderna persino nella antichità.
        Alfredo Bartoli, professore di letteratura italiana e latina all'Università di Malta, pubblicò l'anno passato i poemetti " Miles ignotus „ e " Mater ignoti militi,, non mandati al concorso, cui ha lodevolmente partecipato per vari anni. Sono graziosi bozzetti, che si riannodano alla guerra mondiale: da lontane arene, una madre viene pedestremente a Roma l'eterna; dove, tra uno sfolgorio di bandiere e la luce santa dell'Ara Santa, si consacra l'urna del Milite ignoto. Ma la madre , pel lungo ed affannoso viaggio , e stanca : più del corpo, l'anima sola vive. E, nel momento solenne della consacrazione, le par di udire una ben nota voce, che viene dalla modesta, impareggiabile bara: " Mamma! ,. Ma è dunque il figlio? Non più, dunque, riposerà, come sino ad un momento prima aveva sognato, nel suo grembo ? E l'anima pure, perciò, si spezza, s'infrange, Intanto, corruscate, armi d'Italia: popolo d'Italia, attenti!
        Con l'armi, vibrano, splendono, ardono i cuori, e simile poesia non può non essere commossa e nobile.
        L' arte di Sofia Alessio e di Bartoli è, dunque , senza paragone, più pura. Così, questi all'arte classica dànno ancor oggi decoro ; mentre, nello stesso campo della romanità, per studi filologici, dànno all'Italia lustro e splendore, con molte, pregevoli opere, Enrico Cocchia, Felice Ramorino, Giacomo Giri, Ettore Stampini.

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*Dal Corriere dell'Irpinia, Avellino, 19 giugno 1924

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