''Miscellanea N.03'' di Antonio Cornacchia

Miscellanea N.03

Impares nascimur, pares morimur.
Nasciamo diversi, moriamo uguali.
Anonimo

Quis dicat (Antonio De Curtis)
La morte sai
chedd' Ŕ na "livella".

Alla ricerca del tempo perduto, nei meandri della memoria per un attimo il tuo volto mi appare e mi viene incontro.
Labili sensazioni, evanescenti ricordi ed, un vago profumo pervadono il mio essere.
Il presente mi angoscia e l'evasione poetica, unico conforto al mio cammino esistenziale che volge al tramonto.
Tonino.

La poesia Ŕ una magia, meglio una malia linguistica che avvolge i fenomeni del reale. Pertanto, nell'ambito poetico non vale il concetto tene rem, verba sequentur , ma tene verba, res sequentur.
Tonino

La poesia per me Ŕ una forma di sublimazione dell'egoismo finalizzato a relazionarsi con gli altri cui si chiede approvazione, conforto e dialogo.
Tonino

"Mappine appese
sangue versato
nelle notti di luna piena"

"Inutilmente la vita si consuma
all'ombra di Villa Marica
senza la presenza di nonno Giuseppe
all'improvviso dalle macere (muretti a secco)
appare la sua ombra e ci sorride"

"Abbacinati i corpi rotolamento
nella sabbia sacrificando
la segreta essenza"

"Non pi¨ caprifogli
per il tuo amante
verso altri lidi
si Ŕ involato"

"Il sonno silenziosamente
in un dolce amplesso
avvolge Nunzia
ed eroica (sta per erotica) gelosia invade
il mio animo"


Antonio Cornacchia    

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