''Nugae et alia. N°5'' - Di Antonio Cornacchia
Nugae et alia.
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“Nulla dies sine poena” (traduz. Nessun giorno senza una pena)
“Nu munne e luce”: personale e disperato tentativo di trasposizione in lingua napoletana della poesia “M’illumino d’immenso” di Giuseppe Ungaretti

Primavera 2019, 16 aprile
“Ritarda
il tepore
primaverile
non si risveglia
la natura
ed il mio animo
nella melanconia
si adagia.”

“Un messaggio d’amore
un messaggio di luce
invio ai disperati
del cuore
senza luce
e passione.”

A Gerardino
“Quando sei immerso
in malvagi pensieri
l’improvvisa presenza
di Gerardino
con la sua disponibilità
e semplicità
le nostre ansie
sospende e col
mondo ci riconcilia.”

“La visione estasiata
di un filare
di cardarelli
momenti di gioia
offre
al mio animo micologico. “

“Donna
il calice era frantumato
i cristalli insanguinarono
le tempia
la morte
ahimé
non mi colse.”

“Esisto
e trascendo
nella liquidità” (anno 1959)

“Se la morte
anzitempo
mi coglierà
per lungo tempo
permani in vita
a rimpiangere
amplessi
stupidamente negati."

"Placida notte
e
melanconiche stelle
pace concedete
alle mie esistenziali
tensioni."
Antonio Cornacchia    
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