'' Ale '' di Antonio Forgione

Ale

          Danzava, Ale, danzava a piedi nudi
su quel tavolo sudicio di sperma e sudore,
          in quel locale perduto nel tempo;
danzava con il ricordo di un bimbo,
          che correva in campi di cotone;
danzava al triste lamento delle corde
          di un violino ormai arrugginito;
danzava sulle ali del vento
          e tra i fiori gialli della primavera avanzata;
danzava sulle onde di un mare lontano
          e tra cuscini di nuvole bianche;
danzava in campi di azalee
          e nel sole rosso fuoco senza bruciarsi le ali.

          Ale non danza più,
nella sua stanza dalle pareti bianche,
          ora i suoi occhi
sono bagnati da un'acqua antica.
          “Vieni”, mi disse,
“prendimi tra le braccia
          e portami in un posto
dove il dolore non esiste”.

          Ora, Ale, ha ripreso la sua danza,
in quel campo di cotone.


Antonio Forgione

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