'' Una croce nel cuore '' di Antonio Forgione

UNA CROCE NEL CUORE

Andasti via
accompagnata dagli ultimi giorni
Di primavera
e dal canto triste degli ultimi uccelli migratori
Che, in cieli tersi, come aquiloni di carta
Andavano a perdersi
in tramonti ovattati.
Le nostre mani, tremanti, un tempo,
giocavano con petali di fiori, che,
ormai appassiti riposavano su cuscini d'erba umida;
mentre il lamento delle frondi con il canto del vento
Ci portava il bisbiglio della natura;
in fondo alla valle, il torrente, con il suo frastuono
e le sue acque schiumose e gorgheggianti
elargivano baci d'acqua su gote emaciate e
sorrisi dispersi.
Nei nostri occhi, colmi, di malinconie
fluttuavano sogni di gioventù e sul nostro incanto,
dolcemente, come balsamo, vibrando nell'aria,
la melodia dolce di un flauto.
In te il profumo del dolore.
Ora,
riposi dove amavi vivere,
In quelle libere praterie, tra l'erba alta
mossa da venti sempre dolci,
dove galoppano destrieri senza morsi,
verso mete libere e senza confini
che evocano riscatti di popoli.
Verrò presto, amore, per vedere ancora ancora una volta
l’aurora che spalma la sua luce purpurea,
come tiepide carezze di pietà su tante croci.
Io, un assurdo burattino su un assurdo palcoscenico.


Antonio Forgione

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