'' PER SAVERIO. '' di Gennaro Ciampolillo
PER SAVERIO.

Stavo partendo, verso il mio viaggio
ma mi raggiunse triste un messaggio
che annunciava duro, come un torto:
"Rino, lo sai che Saverio Ŕ morto?".

Sembr˛ uno scherzo, sopra il cellulare
ma nella piazza, poi, s'udý il vociare
di chi quella notizia giÓ portava,
di Saverio che ormai pi¨ non ci stava.

Torn˛ la mente al sito di Vallata,
a ogni sua ricetta lý spiegata,
a tutte quelle sue fotografie,
ai suoi pensieri sulle mie poesie.

Addio Saverio, con le mani in croce
disteso sopra il letto, senza voce,
con l'occhio chiuso ma sembravi attento
come a postare l'ultimo commento.

Mi mancano, Saverio, le sfuriate,
e quelle nostre intense litigate
ed ora penso a quanto Ŕ stato vano;
non resta che un abbraccio da lontano.

Ora ti lascio solo qualche fiore
e mesta una preghiera con il cuore.
Vivi Saverio, da ora, ogni giornata,
girando per la tua cara Vallata.

Scorgi, dall'alto, ogni suo segreto,
percorri ogni sentiero, ogni greto
come da qui facevi ogni mattino,
in cerca di castagne e del porcino.

Col tuo paniere pien di cose belle,
ricolmo di chiodini e cardarelle,
noi ti ricorderemo, assai contento,
lý da Teodoro, presso il monumento.

Or viaggi verso il cielo pi¨ stellato,
guardando il tuo paese addolorato
ma sento che ti fa da compagnia
la dolce nenia di "Patrona mia".

Or sulla Terra, qui, Saverio Ŕ morto
ma su in alto egli Ŕ giÓ risorto
ed io lo vedo, come fosse ieri,
con frutta e funghi dentro i suoi panieri.

Gennaro Ciampolillo

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