''A Trevico.'' di Gennaro Ciampolillo

A Trevico.

Siamo restati in pochi su a Trevico
ma come rocce siamo radicati,
men di trecento con ultimi nati
ma con amore ora ve lo dico:

"Venite in questo borgo tanto antico,
girate per le strade silenziose,
per visitarlo come vecchio amico,
leggete tra le pietre le sue cose.

Sentite lamentarsi forte il vento,
intrufolarsi nelle vecchie imposte
udite la sua voce, il suo lamento
percorrere il monte e poi le coste.

Venite quando Ŕ fresco qui d'estate,
per respirare un'aria profumata;
insieme a noi sedetevi e restate
a rimirar dall'alto le vallate.

Poi ritornate pure nell'inverno
quando il freddo gelido dimora;
intorno il cielo ormai Ŕ tutto nero
e sembra che sia giunta l'ultim'ora.

I giovani non vedi nella via,
partiti per andare chissÓ dove,
si scioglie ogni lieta compagnia
e fuori intanto piove... come piove.

La legna presto arde nel camino
in quelle poche case del paese,
aiuta a riscaldarti pure il vino;
non senti novitÓ e nÚ sorprese.

Si sgretola ogni anno piano piano
questo paese antico in Baronia
dove si conta quasi sulla mano
quello che nasce e quello che va via.

Ma chi lo ama, resta ed Ŕ contento,
resta con lui, come vecchio amico,
non teme il gelo, il freddo con il vento
e non si sposterÓ mai da Trevico."
 

Gennaro Ciampolillo

 
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