''ASCOLTARE IL VENTO''. Di Antonio Forgione. A cura di Giovanni Nufrio.
''ASCOLTARE IL VENTO''
di Antonio Forgione.
A cura di Giovanni Nufrio.

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ASCOLTARE IL VENTO.

Nel silenzio dell’anima, ascoltavo il suono errante
del vento, degli alberi e le mille voci della primavera,
che andavano a perdersi tra i battiti d’ali,
di rondini libere in ciel.
Lei, là, sulla collina, nel tremolio delle foglie e le stelle
che creavano cascate d’oro, in quel verde rosato,
all’arrivar delle dolci sere, frugava nelle pieghe
della vita, che lenta scivola via, nella natura
che tace.
Al mattino, tra gli ombrosi alberi, con gli occhi umidi dell’aurora,
lei, accarezzava fiori ridenti, che donavano
alle sue labbra, petali di porpora, e pensava al suo amore,
morto per ideali, all’ombra di azzurri fiordalisi tremanti,
e frumento biondo.
Là, sulle colline, bandiere di libertà, issate al cielo,
scomparvero all’ondeggiare del tenero grano,
rosse del sangue di eroi, e di quello dei papaveri.
Piange Maria, piange quell’amore, inchiodato come Cristo,
sulla croce del martirio, con tanti figli che sognavano
libertà e grembi caldi, per un mondo più giusto.
Piange nel tacito silenzio, con quei campi di grano,
dove canti di libertà, affogarono con i sogni e gli ultimi
fiori della primavera morente, in un giardino attonito,
dove la luce dei crepuscoli, disegna su un viso di pietra,
dolcezze di voli di rondini, che corrono lontano,
con l’ultimo sole, e una bandiera rossa di sangue,
con il pianto dei papaveri.

Antonio Forgione     

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