''L’urlo d’amore''. Di Antonio Forgione. A cura di Giovanni Nufrio.
''L’urlo d’amore''.
di Antonio Forgione.
A cura di Giovanni Nufrio.

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''L’urlo d’amore''. Poesia di Antonio Forgione. Videopoesia di Giovanni Nufrio.


L’urlo d’amore.


Le finestre erano ancora quelle, vecchie e screpolate,
come un tempo, le viuzze di un selciato sconnesso,
andavano restringendosi, fino ad arrivare ad un piccolo
spiazzo, dove la vidi.
Non era cambiata di molto, gli stessi occhi cangianti
e alteri, con riverberi di luce cangiante, i suoi capelli,
luminosi come il grano nelle notti d’agosto, il vestitino
leggero e blu come le sere d’estate nel sud, intenta
a curare le viole, quelle di sempre.
Vorrei che non avesse dimenticato, quelle sere d’inverno,
di noi due, stretti dietro quelle finestre, a guardare dai vetri,
la solitudine di quel selciato freddo e buio, illuminato dalla
luce fioca di un lampione danzante.
Era usuale, per me, guardare dalla più vecchia di quelle finestre,
dalla quale ammiravo, attraverso i suoi occhi, la luminosità
dell’immenso cielo, lassù, agognando pace nell’anima,
tra quei lievi sussurri del vento.
Anni sono passati, da quando miseramente, scappai dal
suo urlo d’amore, non capendo che l’amavo, amavo
quegli occhi di luce, amavo la sua bocca tremante,
che odorava di rose, l’amavo perché era lei.
Era ovunque, nel silenzio dei miei inverni solitari,
negli arcobaleni che coloravano il cielo, dopo la pioggia
e la sognavo, la sognavo affacciata alla vecchia finestra
che mi aspettava.
Sono tornato, perché non riesco a guardare, se non
attraverso i suoi occhi.


Antonio Forgione     

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