'' Ottobre a Vallata '' di Gennaro Ciampolillo

Ottobre a Vallata

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Sale la nebbia, su, verso Vallata;
umida e grigia avvolge presto il rione,
si posa sulla strada... tutto bagna,
confonde insieme alberi e persone.

Circonda, come ovatta, il monumento,
s'infila dentro i vicoli più stretti,
dal cielo par che scenda il suo lamento;
s'eleva il fumo, esile, dai tetti.

Ottobre, giunto quasi al limitare,
verso novembre ora ci accompagna;
sembra un pittor... così m'appare,
colora di marrone la campagna.

Passa il pennello e il verde gli cancella
prima al castagno e poi a tutto il bosco,
rendendo questa valle ancor più bella,
variando i toni dal più lieve al fosco.

I frutti, già maturi, ci consegna
prima che giunga il freddo con la neve.
Passa nei campi, per l'ultima rassegna,
e si congeda... andandosene lieve.

Addio ottobre, mese di passaggio,
venuto dopo il caldo dell'estate;
sei come un contadino vecchio e saggio
che le sue terre lascia ben curate.

Ci rendi le giornate un po' più scure
con nebbia e pioggia che ormai ci bagna
ma ci regalerai uve mature
e quell'odor di fungo e di castagna.

Piange ottobre... non mi sembra vero,
non solo per la nebbia o per la pioggia:
passa triste, presso il cimitero,
e sulle tombe un crisantemo appoggia.


Gennaro Ciampolillo

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