'' AL VENERABILE DI NETTA '' di Gennaro Ciampolillo
 

 

 

 

 

 

 

     Al Venerabile Di Netta

Di gente illustre, nota qui a Vallata
ce ne fu tanta, nell'epoca passata
ma fra essa splende assai eletta,
l'immagine preziosa di Di Netta.

In casa sua, in via dell'Ospedale,
viveva con la cara mamma Rosa
che gli insegnò quel che più conta e vale,
la via per la scelta religiosa.

Di lui si prese cura anche lo zio,
essendo un prete, Felice Don Villani,
notò in quel nipote, amor di Dio
dicendo Messa in chiesa ai paesani.

S'accorser tutti che per lui, fanciullo,
non esisteva il gioco e il trastullo
ma per quel Vito, ancora giovinetto
la fede ed il pregar eran diletto.

A diciassette anni appen compiuti
nel seminario decise egli di andare,
grande la voglia era di pregare
ed al paese diede i suoi saluti.

A Sant'Angelo andò tutto fervente
e poi passò nell'altro gran convento,
redentorista, in quel di Benevento
e si distinse come buon studente.

Per leggi ingiuste e per un decreto,
fu chiusa quella casa di preghiera
e fu così che egli in primavera
a Foggia fu mandato, a Deliceto.

Pur San Gerardo visse in quel convento.
Di Netta a Lacedonia fu inviato,
vi giunse pien di gioia, assai contento
per essere sacerdote ordinato.
La sua destinazione fu assegnata;
quel prete che veniva da Vallata,
partì fidando in nome del Signore
e in Calabria giunse in poche ore.

Tropea accolse quel redentorista
che visse lì per circa quarant'anni;
Don Vito che aprì la nuova pista
curando anime o corpi con malanni.

Apostolo di Cristo fu chiamato
quel prete che da poco era arrivato
e va da lui chi in Dio crede
per rafforzar nel cuore la sua fede.

Salvò dal mare, un giorno di tempesta,
la barca che rischiava di affondare
a lui bastò la voglia di pregare
e tramutò quel guaio in una festa.

Un'altra volta, c'era carestia,
il mare,il pesce ormai non più forniva,
uscì il prete dalla sacrestia
e benedisse l'acqua dalla riva.

Preannunciò perfin la sua sorte
dicendo il giorno della sua morte
e fu così che il dì ch'egli predisse
venne preciso, come Vito disse.

Cent'anni dopo il grande papa Pio
fece a quell'uomo, già vicino a Dio,
il dono della sua venerazione
per quella fede, per quella missione.

Noi del paese, sempre, l'onoriamo,
lo invochiamo e infin speriamo
che stenda la sua mano benedetta
sopra Vallata, terra di Di Netta.

Gennaro Ciampolillo

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